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Mag

Intervista ad Alessandro Triantafilidis, presidente Biodistretto Val di Vara

Alessandro, anche quest’anno riparte il Festival del Bio e delle buone Energie. Quali aspettative hai per la 3° edizione?

Lo scorso anno ha visto i produttori del Biodistretto presentarsi uniti e siamo riusciti a preparare diversi laboratori che sono stati molto apprezzati (la mungitura, la preparazione del formaggio in piazza, …). Per questa edizione il nostro programma si ampia e ci siamo organizzati con un pranzo campestre che abbiamo voluto chiamare: “il buon mangiare degli allevatori del Biodistretto. Asado e formaggi delle cooperative della Val di Vara” con cui intendiamo offrire a tutti i visitatori la possibilità di assaggiare i nostri prodotti di qualità rigorosamente biologici certificati.

A proposito di prodotti biologici; come si orienta il mercato del bio in questo 2017?

Il trend di crescita a due cifre dei consumi di prodotti bio che emergeva negli anni scorsi si conferma anche per il 2016-17 e questo a fronte di una leggera diminuzione dei consumi alimentari tradizionali. Questo dipende dal fatto che il consumatore diventa più consapevole della qualità di ciò che porta in tavola ed è sempre più disposto a pagare il giusto per un prodotto sano e di qualità.

E quali ripercussioni locali porta questo trend positivo del biologico in Liguria e nella Val di Vara in particolare?

In Italia il bio certificato (dati 2016) interessa 1,1 milioni di ettari di terreno agricolo pari all’11% della superficie agricola nazionale. In Liguria abbiamo avuto un trend di crescita modesta della superficie convertita al biologico (3-4 % in più nel biennio 2014-16), inferiore alla media nazionale anche se con aree a diverse velocità; la Piana di Albenga e l’Imperiese stanno crescendo più di altre parti ma lo Spezzino rimane l’area più avanzata in termini di ettari certificati bio, con la Val di Vara a fare da faro per le altre realtà. Nel biennio 2014-16 abbiamo incrementato infatti la superficie certificata del 12% arrivando a 2200 ettari che ci permettono di avvicinarci al nostro obiettivo per il 2017 pari al 60% della superficie agricola della Val di Vara.

ottimo … ma come è stato possibile ottenere questi risultati?

Sicuramente con la chiara visione degli operatori agricoli e zootecnici della Valle che hanno capito già dagli anni ’90 che il biologico avrebbe rappresentato la chiave per mantenere e fare crescere l’occupazione in Val di Vara. Poi il Biodistretto Val di Vara che nasce nel 2014 e comprende aziende di sette comuni della Valle, non ha fatto altro che organizzare e strutturare le attività delle multiformi realtà che si muovono in Val di Vara nel mondo del bio; quindi accanto alle carni, ai formaggi e allo yogurt delle aziende più strutturate (Cooperativa carni S. Pietro Vara, Cooperativa Casearia e Ars food) si muovono e trovano i loro spazi anche aziende più piccole e agriturismi che riescono ad essere rappresentate e promosse dal Biodistretto.

Per concludere, Alessandro, come vedi il futuro del bio in particolare nella Val di Vara?

Il Biodistretto Val di Vara opera perché l’immagine della Val di Vara sempre più sia vista e promossa in chiave bio. I nostri prodotti si trovano sugli scaffali dei supermercati ma anche nelle scuole e nelle mense sia in Liguria che il Toscana che in Lombardia. Ci farebbe piacere che sempre più turisti, conoscendo e assaggiando i nostri prodotti, vengano a trovarci, a visitare le nostre bellezze e a conoscere le donne e gli uomini che vi operano rispettando l’ambiente e il territorio.

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